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Il nuovo testo di legge ha sollevato molti dubbi interpretativi riguardo agli obblighi di etichettatura ambientale. CONAI ha voluto fornire una propria interpretazione del nuovo obbligo attraverso una prima proposta di Linea Guida, al momento in consultazione pubblica al link

http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi.

La consultazione sarà attiva fino al 30 novembre 2020.

Si ritiene fondamentale che i contenuti delle Linee Guida siano innanzitutto condivisi con tutta la filiera, e che si arrivi ad avere così un documento il più chiaro ed esaustivo possibile da portare alle Istituzioni, affinché possa divenire il riferimento sul tema dell’etichettatura ambientale degli imballaggi in Italia. Per questo abbiamo già previsto un momento di presentazione pubblica il 16 dicembre 2020.

È pertanto bene sottolineare che i contenuti attuali delle Linee Guida CONAI, così come i riscontri alle richieste pervenute fino ad oggi, rappresentano una prima interpretazione dei nuovi obblighi che non è però stata al momento avvallata dal Legislatore. Stiamo lavorando per poter proporre risposte condivise, puntuali e praticabili per le imprese, pertanto ogni segnalazione in merito a dubbi e criticità ulteriori rispetto a quanto già presente nel testo delle Linee Guida è per noi preziosa per arricchire il documento.

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La responsabilità dell'etichettatura è del produttore di imballaggi o di chi lo acquista? Chi incorre in eventuali penali?

L’obbligo è nel testo di legge espressamente in capo ai produttori. È tuttavia soggetto a sanzione chiunque immetta al consumo imballaggi privi dei requisiti di etichettatura: la responsabilità è quindi condivisa.

Il soggetto che definisce le direttive sul design e la grafica del packaging (utilizzatore del packaging) deve tenere in considerazione questo obbligo, soprattutto alla luce del fatto che l’imballaggio prodotto, in alcuni casi potrebbe essere già un imballaggio finito, e in altri casi una parte di esso, o un semilavorato. L’etichettatura ambientale quindi dovrebbe apporla chi assembla l’imballaggio finito, al fine di poter dare informazioni corrette e complete al consumatore finale, considerando le indicazioni relative a contenuti e grafica fornite dall'utilizzatore dell'imballaggio.

Quali sono le informazioni obbligatorie da inserire in etichettatura ambientale degli imballaggi?


La norma prevede che gli imballaggi siano "opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali degli imballaggi. I produttori hanno, altresì, l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione". Pertanto CONAI, all'interno delle Linee Guida - promosse in consultazione pubblica fino al 30 novembre al link http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - propone come contenuti obbligatori di etichettatura ambientale, i seguenti:

- la tipologia di imballaggio

- la codifica del materiale secondo la Decisione 129/97/CE

- la famiglia di materiale per esteso

- le indicazioni per il conferimento (raccolta differenziata o indifferenziata

OPPURE, nel caso in cui il pack sia destinato alla raccolta differenziata:

- si può indicare "RACCOLTA (famiglia di materiale)"


​L'esempio di etichetta mostrata è obbligatoria anche in termini di formato e visual?


Nella nuova Linea Guida - che è al momento in consultazione pubblica, e lo sarà fino al 30 novembre 2020 al link
http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - CONAI propone che il produttore abbia piena libertà di scelta sullo stile grafico e sui colori dell’etichettatura ambientale. Tuttavia, al fine di armonizzare e omogeneizzare le indicazioni al cittadino, CONAI indica come linea guida di riferimento per la scelta dei colori dell’etichettatura ambientale, quella della UNI 11686 sulla Waste Visual Elements, che prevede i seguenti codici colori: blu per la carta, marrone per l’organico, giallo per la plastica riciclabile; turchese per i metalli, verde per il vetro, grigio per l’indifferenziato.


​In che lingue devono essere scritte tutte le informazioni?


L'etichettatura ambientale degli imballaggi è divenuta obbligatoria in Italia, pertanto le indicazioni da riportare dovrebbero essere in italiano.


Entro quando bisogna adeguarsi all'etichettatura ambientale obbligatoria?

L’obbligo è entrato in vigore dal 26 settembre 2020 e, al momento, non sono previsti periodi transitori o di proroga. Come CONAI, anche all'interno delle Linee Guida - promosse in consultazione pubblica fino al 30 novembre al link http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - ci auspichiamo una revisione della normativa che tenga conto di tempistiche congrue per l’adeguamento da parte delle imprese obbligate, ossia che tengano conto appunto di scorte, magazzini, re-design dell'etichetta, ecc.


Quali imballaggi ricadono nell'obbligo? Il decreto non differenzia pack primario da secondario o terziario. Cosa viene raccomandato nella linea guida CONAI?

Allo stato attuale tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia rientrano nell’obbligo di etichettatura, pertanto sono esclusi dalla nuova normativa nazionale solo quelli destinati alla commercializzazione in altri Paesi dell’Unione Europea, o all’esportazione in Paesi terzi. Come CONAI, anche all'interno delle Linee Guida - promosse in consultazione pubblica fino al 30 novembre al link http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - ci auspichiamo una revisione della norma che escluda anche gli imballaggi terziari per il trasporto, poiché adibiti esclusivamente all’ambito commerciale e industriale e non alla vendita al consumatore finale. Gli imballaggi secondari dovrebbero essere etichettati qualora siano destinati al consumatore finale (es. fardello per bottiglie).


Pack di piccole dimensioni e/o multilingua. Come fare in questi casi?

Innanzitutto è bene sottolineare come le disposizioni valide per l'Italia potrebbero non essere valide anche per altri Paesi. L'obbligo di cui si sta parlando con le disposizioni annesse riguarda l'Italia, pertanto può bastare l'etichettatura in italiano. Quando lo spazio è ridotto, può essere utilizzata la formula "RACCOLTA (famiglia di materiale)". È importante dare indicazione di verificare le disposizioni del proprio Comune, alla luce dell'eterogeneità delle modalità di raccolte differenziate in Italia del Paese. Per imballaggi di piccole dimensioni, CONAI nella nuova Linea Guida - che è al momento in consultazione pubblica, e lo sarà fino al 30 novembre 2020 al link http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - propone la possibilità di utilizzare il digitale per poter comunicare tutte le informazioni utili che non possono essere apposte sul pack per mancanza di spazio.


Pack multicomponenti. Come fare in questi casi?

CONAI - nella nuova Linea Guida - che è al momento in consultazione pubblica, e lo sarà fino al 30 novembre 2020 al link http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi - propone l'etichettatura ambientale su tutte le componenti separabili manualmente. Le etichettature ambientali delle diverse componenti separabili manualmente che costituiscono l’unità di vendita, possono essere apposte o singolarmente sulle specifiche componenti, o sul corpo principale del sistema di imballo, o sull’etichetta o su altra componente che renda facilmente visibile l’informazione al consumatore finale.


​C'è il rischio che le aziende spendano per applicare le modalità proposte oggi e poi le Istituzioni impongano modalità diverse, applicando sanzioni e costringendo al macero i nuovi imballi realizzati?

Il nuovo testo di legge ha sollevato molti dubbi interpretativi riguardo agli obblighi di etichettatura ambientale. CONAI ha dato una sua interpretazione con una nuova Linea Guida che è al momento in consultazione pubblica, e lo sarà fino al 30 novembre 2020. Si ritiene fondamentale che i contenuti delle Linee Guida siano innanzitutto condivisi con tutta la filiera, e che si arrivi ad avere, entro il 16 dicembre, un documento da proporre alle Istituzioni come riferimento sul tema dell’etichettatura ambientale degli imballaggi. Pertanto si segnala che i contenuti delle Linee Guida CONAI, così come dei riscontri alle richieste, rappresentano una prima interpretazione di CONAI dei nuovi obblighi, e non quanto espressamente richiesto dalla legge. Stiamo lavorando per poter dare risposte condivise e puntuali al più presto.


Rispetto alla definizione di composito: "un imballaggio si considera composito, quando la % del materiale non prevalente in peso è superiore al 5% del peso" in quale riferimento legislativo è riportato questo 5% ?

Questa semplificazione deriva dall'approccio adottato in tema di rendicontazione degli obiettivi di riciclo nella DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2019/665, secondo la quale gli Stati membri sono tenuti a rendicontare - ai fini dell'immesso al consumo e degli obiettivi di riciclo - i singoli materiali di composizione degli imballaggi composti da più di un materiale, ma possono "derogare a tale obbligo se un determinato materiale costituisce una parte insignificante dell'unità di imballaggio, in nessun caso superiore al 5 % della massa totale dell'unità di imballaggio". Tale approccio è proposto anche in tema di etichettatura, dovendo distinguere quelli che sono gli imballaggi composti da più materiali (che devono essere rendicontati singolarmente ai fini degli obiettivi di immesso al consumo e riciclo) e quelli che non lo sono.


Il ​monomateriale può contenere anche barriere come EVOH?

L'approccio utilizzato fa riferimento a quanto indicato, in tema di rendicontazione degli obiettivi di riciclo, dalla DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2019/665, secondo la quale gli Stati membri sono tenuti a rendicontare - ai fini dell'immesso al consumo e degli obiettivi di riciclo - singolarmente i singoli materiali di composizione degli imballaggi composti da più di un materiale, ma possono "derogare a tale obbligo se un determinato materiale costituisce una parte insignificante dell'unità di imballaggio, in nessun caso superiore al 5 % della massa totale dell'unità di imballaggio". Tale approccio è proposto anche in tema di etichettatura, dovendo distinguere quelli che sono gli imballaggi composti da più materiali (che devono essere rendicontati singolarmente ai fini degli obiettivi di immesso al consumo e riciclo) e quelli che non lo sono. Pertanto, si ritengono quelli composti strutturalmente da più materiali non separabili manualmente in cui il materiale secondario pesi più del 5% del peso complessivo del pack.


​Come identificare un imballaggio LDPE+HDPE in miscela ?

Gli imballaggi composti da diversi polimeri sono identificabili con il numero "7".


Per i sistemi dispenser con multimateriale, quale azione occorre intraprendere per le etichette? Occorre indicare il materiale principale?

Se l'imballaggio è composto strutturalmente da materiali non separabili manualmente, si tratta di un imballaggio composito (nel caso in cui il materiale non prevalente in peso abbia un peso superiore al 5% del peso totale). Pertanto si dovrebbe fare riferimento all'Allegato VII della Decisione 129/97/CE.


Secondo la Decisione 97/19 un multistrato multimateriale carta/bioplastica come va identificata?

Le codifiche per l'indicazione del materiale per gli imballaggi poliaccoppiati fanno riferimento all'Allegato VII della Decisione 129/97, che identifica gli imballaggi compositi a prevalenza carta con plastica attraverso la codifica C/PAP 81.


È possibile usare propri simboli per l'identificazione dei materiali di cui è composto un imballo oppure solo quelli della normativa 129/97

Per la codifica del materiale di composizione dell'imballaggio si deve fare riferimento alla Decisione 129/97/CE. Insieme a questa informazione, secondo le Linee Guida CONAI, deve essere riportata la famiglia di materiale dell'imballaggio per esteso e l'indicazione sulla tipologia di raccolta; oppure, nel caso in cui il pack sia destinato alla raccolta differenziata, indicare "Raccolta (famiglia di materiale)". L'azienda, una volta ottemperato l'obbligo, può aggiungere le altre informazioni/diciture ritenute di interesse, come asserzioni autodichiarate.


​Nell'analisi del packaging si considera solo il cartone? Quando si dice conforme al UNI EN 13430 si considera solo il cartone oppure un'analisi che comprende anche inchiostri, vernici e altre finiture?

Fermo restando che tutte le componenti separabili dell'imballaggio devono essere considerate ai fini dell'etichettatura ambientale, per poter dichiarare l'imballaggio finito come riciclabile, quest'ultimo deve essere conforme alla norma tecnica UNI EN 13430. Per quanto riguarda gli imballaggi a prevalenza carta, la valutazione della riciclabilità del pack può essere effettuata mediante una prova sulla base della procedura definita dalla norma UNI 11743:2019. L’esito della prova consente di identificare il livello di riciclabilità dell’imballaggio secondo il sistema di valutazione della riciclabilità Aticelca 501/2019.



​Il nylon (PA) non viene contemplato? Dobbiamo aspettarci che la direttiva 97/129/CE venga presto aggiornata (con ulteriori oneri)

L'Allegato I della Decisione 129/97/CE prevede codici identificativi per: PET, HDPE, PVC, LDPE, PP e PS. Tutti gli altri polimeri sono identificati con il numero "7". Le tipologie di materiali e di imballaggi dal 1997 ad oggi hanno sicuramente avuto una forte evoluzione e quel sistema di identificazione dei materiali risulta per certi versi obsoleto, ma al momento non vi sono riferimenti più aggiornati.


Nella lista non compaiono gli appendiabiti in plastica come fare ?

Non è chiaro a quale lista si faccia riferimento. Ad ogni modo, sia nelle linee guida, sia nel tool e-tichetta la lista delle tipologie di imballaggio potrebbe non essere esaustiva, ma non sono liste da tenere in considerazione in maniera stringente e obbligatoria. Il soggetto tenuto ad apporre l'etichetta ambientale sul suo imballaggio, può indicarlo nella maniera che preferisce e che ritiene più consona: non esistono limitazioni in tal senso.


​Cosa si intende per etichetta coprente e materia prima seconda?

L'etichetta coprente è una etichetta che copre la maggior parte del corpo dell'imballaggio, come quella usata per alcune bottiglie o flaconi. Per materia prima seconda si intende la materia che deriva dal riciclo dei rifiuti e che può essere quindi introdotta in nuovi processi produttivi (materiale riciclato).


​Che differenza c'è tra il tool "Etichetta" ed il "Ecotool" Conai? Quest'ultimo aveva anche valutazioni simili a LCA (basiche)… le ha anche il tool "Etichetta"?

L'Eco Tool CONAI è un tool di LCA (www.ecotoolconai.org). E-tichetta è uno strumento online disponibile al sito http://e-tichetta.conai.org/ per la costruzione delle informazioni da apporre sull'etichetta ambientale dell'imballaggio. Il tool e-tichetta è pensato per l'etichettatura ambientale quindi non è un tool di LCA.


​Queste indicazioni devono essere riportati solo su etichetta o anche stampigliato sul packaging?

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel casi sia previsto nel sistema di imballo.


Per gli imballaggi flessibili, il tool si basa sulle linee guida CEFLEX o ci sono scostamenti?

Le linee guida CEFLEX sono linee guida sul design for recycling, non sull'etichettatura ambientale. L'etichettatura ambientale prevede degli schemi analoghi per tutte le tipologie di imballaggio.


L'etichetta può essere impressa nel sacco quindi senza l'uso dell'inchiostro nei sacchi in pe-ld?

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel casi sia previsto nel sistema di imballo.


​Nel caso di componenti in cartone fustellato le informazioni possono anche inserite nella fustella per cui non stampare ma punzonate

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel casi sia previsto nel sistema di imballo. L'importante è che sia facilmente leggibile.


​Forse era meglio fare un esempio di generazione etichetta di un multistrato multimateriale dove le componenti non si possono separare.

Gli imballaggi compositi devono essere etichettati secondo l'Allegato VII della Decisione 129/97/CE. Sono stati appositamente scelti esempi semplici per rendere chiaro il livello di obbligatorietà delle informazioni da inserire in etichettatura ambientale, in quanto è su questi aspetti che sono oggi possibili diverse interpretazioni. Per supporto riguardo a casi specifici, si può utilizzare il tool e-tichetta, o scrivere al servizio epack@conai.org, che da anni risponde a questo tipo di quesiti alle aziende.


​In caso di vaschetta composta da più materiali indicata con il simbolo 07 other che tipo di descrizione va fatta??? devo indicare tutti i polimeri che compongono l'imballaggio?

Gli imballaggi multistrato in plastica sono identificati con il numero "7" e non prevedono ulteriori descrizioni riguardo ai materiali di composizione. La codifica 7 è accompagnata dalla descrizione in forma estesa della famiglia di materiale (PLASTICA) e l'indicazione della raccolta differenziata, con l'invito al consumatore di verificare le disposizioni del proprio Comune. In alternativa, si può indicare RACCOLTA PLASTICA, con 'invito al consumatore di verificare le disposizioni del proprio Comune.


È possibile fare un esempio per una etichetta ambientale di bomboletta aerosol?

Questo esempio è riportato proprio all'interno delle linee guida, attualmente in consultazione pubblica, a cui le consigliamo di fare riferimento e che può trovare a questo link: http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi


​Nel caso di imballaggi non monomateriale, ma compatibili con il riciclo di uno dei 6 polimeri indicati, vale solamente l'indicazione del polimero compatibile?

Gli imballaggi multistrato in plastica sono identificati con il numero "7". La codifica alfanumerica stabilita dalla Decisione 129/97 non indica la riciclabilità o compatibilità con il processo di riciclo, ma esclusivamente la composizione dell'imballaggio.


​In caso di articoli in plastica riutilizzabili come ad esempio piatti in PP è sufficiente riportare le informazioni sull'etichetta o anche sul prodotto stesso essendo un imballaggio?

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel caso sia previsto nel sistema di imballo.

​Qualora l’imballo contenga più oggetti (ex. 2 tubi), e se le informazioni in merito al materiale del packaging sono già riportate sugli oggetti, è necessario ripeterle anche sulla scatola esterna?

Le etichettature ambientali delle diverse componenti separabili manualmente che costituiscono l’unità di vendita, possono essere apposte o singolarmente sulle specifiche componenti, o sul corpo principale del sistema di imballo, o sull’etichetta o su altra componente che renda facilmente visibile l’informazione al consumatore finale. Stesso discorso vale nel caso di confezioni multipack, dove l’etichettatura può essere riportata o sull’unità di vendita (quindi sul multipack), o sui singoli imballaggi che la compongono.


Nell'immediato futuro è previsto l'utilizzo di una Blockchain per la tracciabilità dell'imballaggio?

No. Il tema della blockchain è sicuramente un tema di rilievo in prospettiva futura. Al momento, questa può al massimo essere una scelta dell'azienda nel caso decida di tracciare i suoi imballaggi quando diventano rifiuti.


​Se all'interno del tappo in alluminio vi è una guarnizione in materiale plastico espanso, occorre indicare anche questo nella etichettatura?

Se l'imballaggio è composto strutturalmente da materiali non separabili manualmente, si tratta di un imballaggio composito (nel caso in cui il materiale non prevalente in peso abbia un peso superiore al 5% del peso totale). Pertanto si dovrebbe fare riferimento all'Allegato VII della Decisione 129/97/CE.


I casi di monomateriali sono semplici ed intuitivi, fate esempi di etichette MULTIMATERIALI

Gli imballaggi compositi devono essere etichettati secondo l'Allegato VII della Decisione 129/97/CE. Sono stati appositamente scelti esempi semplici per rendere chiaro il livello di obbligatorietà delle informazioni da inserire in etichettatura ambientale. Per supporto riguardo a casi specifici, si può utilizzare il tool e-tichetta, o scrivere al servizio epack@conai.org, che da anni risponde a questo tipo di quesiti alle aziende.


​Esiste una versione in inglese di eTICHETTA?

Per ora il sito esiste solo in italiano. Il personale CONAI è tuttavia a disposizione per offrire supporto nella compilazione del Tool.


​La cannuccia non è selezionabile come componente aggiuntiva. questo perché non è considerata imballaggio?

La cannuccia non è imballaggio, quindi non ricade nell'obbligo di etichettatura ambientale.


​Nel caso di imballaggi plastici flessibili poliaccoppiati (05 PP + 04 LDPE) + etichetta in plastica in PP come bisogna procedere?

Gli imballaggi multistrato in plastica composti da diversi polimeri sono codificati con il numero "7". L'etichetta, se adesa e non separabile manualmente, può non essere etichettata. Con la codifica, va indicato anche la famiglia di materiale di composizione per esteso (PLASTICA) e l'indicazione "Raccolta differenziata. Verifica le disposizioni del tuo Comune". In alternativa, si può indicare "Raccolta plastica. Verifica le disposizioni del tuo Comune".


Tipo di prodotto, date conf e scad. Quali sono gli obblighi a è necessario adempiere? Quali sarebbe meglio inserire facoltative?

Questo tipo di informazioni non riguarda l'etichettatura ambientale


Qual è la tipologia di codifica da utilizzare nel caso di imballaggi flessibili poliaccoppiati, dove i diversi materiali non sono separabili manualmente

Per gli imballaggi multistrato composti da diversi polimeri plastici, si utilizza il numero "7". Per poliaccoppiati composti da diversi materiali si fa riferimento all'Allegato VII della Decisione 129/97/CE.


La sleeve di henkel è monomateriale? La zigrinatura è applicata sull'etichetta?

A prescindere dalla composizione della sleeve, quando è necessario utilizzare una etichetta coprente, sarebbe preferibile, per garantire la selezione e il riciclo dell'imballaggio principale, prevedere su di essa apposite perforazioni che la rendano separabile facilmente e manualmente dall'utente finale, accompagnata da specifiche indicazioni a procedere in tal senso.


Potete fare un esempio di vaschetta in plastica poliaccoppiata?

Una vaschetta composta da diversi polimeri non separabili manualmente deve essere codificata con il numero "7". Se invece è composta da materiali diversi non separabili manualmente (es. carta + plastica), si deve fare riferimento all'Allegato VII della Decisione 129/97/CE.


​Al momento si fanno solo esempi di imballaggi primari e di presentazione per beni di largo consumo. Mancano esempi per l'imballaggio di beni durevoli e da trasporto., multimateriali.

Le linee guida che attualmente sono in consultazione pubblica sono corredate da esempi. La invitiamo a consultare il documento al seguente link: www.progettarericiclo.com/docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi. Gli esempi non possono essere esaustivi, ma il servizio epack@conai.org risponde da anni ai quesiti specifici delle aziende sul tema dell'etichettatura. Per quesiti specifici la invitiamo a scriverci.


​Come si misura il materiale prevalente? Peso? Spessore?

Il peso prevalente è calcolato sul peso dell'imballaggio finito.


La conformità alla norma tecnica UNI EN 13430:2005 è frutto di un'autocertificazione o sono i fornitori degli imballaggi che la dichiarano in specifica?

Gli imballaggi considerati riciclabili ai sensi della norma tecnica UNI EN ISO 13430, soddisfano i criteri di idoneità alle tecnologie di riciclo esistenti, vale a dire:

  • esistenza di un efficiente tecnologia per il riciclo dell’imballaggio;

  • esistenza di una massa critica affinché sia gestibile un processo efficiente di riciclo;

  • esistenza di un mercato per i materiali ottenuti a valle del processo di riciclo.

Tali criteri devono essere valutati mediante indagini e studi specifici.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili all’interno delle Linee guida CONAI Requisiti Essenziali definiti dalla Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio disponibili al seguente link:

http://www.conai.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2015/01/Requisiti_essenziali_Conai.pdf .


​Multimateriali, poli-accoppiati, materiali compositi, materiali innovativi... il tool online copre tutto questo?

I codici identificativi dei materiali a cui si fa riferimento nel tool sono quelli della Decisione 129/97/CE, che viene indicata dalla legge come riferimento per la codifica dei materiali di composizione degli imballaggi. Per quesiti specifici può scriverci a epack@conai.org.


​Per un film poliaccoppiato PE/Al/PE il codice corretto è C90 ?

Ai sensi della Decisione 129/97/CE, un imballaggio a prevalenza plastica accoppiato con l'alluminio deve riportare la codifica: C/abbreviazione del materiale predominante + numerazione corrispondente al tipo di accoppiamento. In questo caso sarebbe C/PE 90


​Contenitori che riportano pittogrammi di pericolo e hanno contenuto sostanze pericolose in ambito NON domestico? il CER ha un codice specifico 15.01.10* Sono rifiuti pericolosi tali imballaggi vuoti?

Questo tipo di informazioni non riguarda l'etichettatura ambientale, per informazioni specifiche la preghiamo di scrivere a epack@conai.org, contestualizzando l'esempio.


​Le norme UNI sono solo a pagamento?

Le norme UNI sono acquistabili tramite UNI. Si segnala che per quanto concerne le norme UNI che riguardano i Requisiti Essenziali degli imballaggi, è disponibile una Linea Guida di CONAI e UNI che sintetizza le norme tecniche in questione al seguente link: http://www.conai.org/wp-content/uploads/dlm_uploads/2015/01/Requisiti_essenziali_Conai.pdf


​Chi farà i controlli ? La guardia di finanza ? E sarà dotata di App Asa?

Si segnala che CONAI non ha alcun ruolo di controllo né di legislatore. Il documento in consultazione pubblica rappresenta una interpretazione della norma, e tenta di proporre alcune soluzioni possibili a eventuali criticità che si possono incontrare nell'adozione della norma stessa. Per quanto riguarda gli strumenti digitali, si potrebbe pensare che gli imballaggi riportino un segno di riconoscimento che indichi ai consumatori (e a chi è tenuto a fare i controlli) che le informazioni sono trasmesse attraverso strumenti digitali.


​Il Ministero dell’Ambiente e le autorità di controllo sottoscriveranno le modalità di etichettatura che Conai ci sta fornendo?

La bozza di linee guida che attualmente è in consultazione pubblica, vuole diventare un documento di filiera, che dia risposte univoche e condivise per supportare le imprese in questa transizione. L'obiettivo è quello di ottenere un documento finale entro il 16 dicembre che verrà poi proposto alle Istituzioni come linea guida di riferimento su questo tema.


​Ci sono novità per l'etichettatura ambientale di cartone poliaccoppiato con 75% carta , polietilene e alluminio?

Gli imballaggi poliaccoppiati sono etichettati secondo l'Allegato VII della Decisione 129/97/CE. In questo caso, la codifica è C/PAP 84. L'indicazione al consumatore circa il conferimento dipende dalla riciclabilità dell'imballaggio.


​Come viene gestita ASA? Le aziende collaborano con Conai per l'inserimento dei contenuti?

ASA è un progetto di Tecnoalimenti. CONAI offre un supporto alle aziende che decidono di utilizzarla per l'inserimento della corretta etichettatura ambientale delle componenti di imballaggio.


​Nel caso sacchetti pe-ld neutri è necessario effettuare un processo di stampa ulteriore solo per l'etichetta' con inchiostro o è possibile farlo ad impressione

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata/impressa direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel caso sia previsto nel sistema di imballaggio.


​Conai sta chiedendo ufficialmente un periodo transitorio al Governo e lo smaltimento delle scorte per evitare sprechi anche dannosi per l’ambiente?

Il nuovo testo di legge ha sollevato molti dubbi interpretativi riguardo agli obblighi di etichettatura ambientale. CONAI ha dato una sua interpretazione con una nuova Linea Guida che è al momento in consultazione pubblica, e lo sarà fino al 30 novembre 2020. Si ritiene fondamentale che i contenuti delle Linee Guida siano innanzitutto condivisi con tutta la filiera, e che si arrivi ad avere, entro il 16 dicembre, un documento da proporre alle Istituzioni come riferimento sul tema dell’etichettatura ambientale degli imballaggi. Pertanto si segnala che i contenuti delle Linee Guida CONAI, così come dei riscontri alle richieste, rappresentano una prima interpretazione di CONAI dei nuovi obblighi, e non quanto espressamente richiesto dalla legge. Stiamo lavorando per poter dare risposte condivise e puntuali al più presto.


​L'etichetta può essere anche applicata anche a fuoco tipo marchio?

L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata/impressa direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel caso sia previsto nel sistema di imballo.


​Il 100% di plastica riciclata ammessa in via sperimentale nel 2021 è riservata a imprese che producono in Italia? Può un'azienda che produce in UE commercializzare in Italia 100% plastica riciclata?

L'emendamento in questione elimina l’obbligo per le aziende di usare almeno il 50% di materia vergine per le bottiglie di plastica. Era comunque consentito già da prima importare bottiglie per bevande costituite al 100% di Pet riciclato da altri paesi europei, in cui quel limite non esisteva.



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Se hai ulteriori domande su e-tichetta e sulla nuova normativa sugli imballaggi puoi scriverci alla mail

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